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Presentazione di Cascina Macondo alla conferenza Haiku - Vadstena (italiano)
25/07/2007

2° Convegno Europeo Haiku

Vadstena (Svezia)- 8-9 giugno 2007

 

 

Haiku in Italia – L’esperienza di Cascina Macondo

Pietro Tartamella, Antonella Filippi, Annette Seimer

 

 

Fino a pochi anni fa, l’esperienza dell’Haiku in Italia è stata confinata in ambiti ristretti, elitari. Gli appassionati di questo tipo di poesia erano solitamente appassionati del Giappone a tutto tondo, con un particolare interesse per la filosofia zen e non di rado studiosi della lingua e delle arti grafiche.

L’interesse di queste persone, se insegnanti, veniva a volte trasmesso agli allievi pre-adolescenti, ma non in modo sistematico: la gestione del programma di letteratura dipende sempre dalle scelte dell’insegnante.

Il primo concorso nazionale/internazionale Haiku è stato quello indetto dall’Associazione Nazionale Amici dell'Haiku, fondata dall'Ambasciatore giapponese in Italia Uchida Sonoo e dalla casa editrice Empiria di Roma nel 1987, con il patrocinio dell’Ambasciata del Giappone presso la Repubblica Italiana, Ambasciata del Giappone presso la Santa Sede, Istituto Giapponese di Cultura a Roma, Centro Urasenke per la Cerimonia del Tè, Kokusai Haiku Koryu Kyokai, World Haiku Club, Japan Airlines.

Questo e altri concorsi raccoglievano adesioni soprattutto nella parte “colta” della popolazione e non, per esempio, nelle scuole.

Anche nelle librerie non era facile trovare testi specifici di poetica Haiku o riviste (per es. Yasude-Millepiedi, la pubblicazione dell'Associazione Amici del Haiku a cura di Nojiri Michiko e Carla Vasio, non viene diffusa in libreria, ma è on line; il foglio Le Lumachine degli Amici dell’Haiku di Imperia, a cura di Stefano d’Andrea e Paolo Sommaria viene spedito agli abbonati), più spesso gli esempi di queste poesie erano inseriti nei libri relativi alla filosofia zen. Inoltre, non è mai stato pubblicato un manuale per la compilazione degli Haiku che riportasse, oltre alle regole per la costruzione della “impalcatura” sillabica dell’Haiku, alla metrica e alle tematiche, tutte le sfumature relative a stagioni, sentimenti, stati d’animo, e così via.

La maggiore diffusione e “popolarizzazione” della poetica Haiku in Italia è avvenuta negli ultimi 10 anni.

E’ in questo ambito che si inserisce Cascina Macondo, un’associazione nata a Torino nel 1990 il cui nome si ispira al celebre romanzo di Gabriel Garcia Marquez. E’ stata fondata da Pietro Tartamella (vicepresidente e direttore artistico di Cascina Macondo, insegnante di dizione, scrittura creativa, lettura ad alta voce, appassionato di poetica haiku e promotore del Concorso Internazionale di Poesia Haiku in Lingua Italiana; ha stilato il “Manifesto della poesia Haiku in Lingua Italiana” di Cascina Macondo e il “Manifesto della sillabificazione delle parole italiane per la composizione di Haiku”; insegna la composizione di haiku nelle scuole, ai bambini e agli adolescenti) e Anna Verrastro (insegnante, ceramista, esperta di psicologia, pedagogia e tecniche psicomotorie, responsabile pedagogico dei percorsi didattici di Cascina Macondo), che già in passato avevano dato vita a una rivista di letteratura e poesia, La Tenda, oltre a numerose altre attività culturali a diffusione nazionale.

 

Cascina Macondo ha lo scopo di diffondere e promuovere la conoscenza della poetica Haiku e della lettura ad alta voce. Il concorso internazionale Haiku è stata la logica conseguenza di questo interesse e, da quest’anno, una sezione del concorso è stata dedicata al Video Haiku, la trasposizione in immagini (fotografie, filmati, 3D, ecc.) di 5 Haiku scelti dalla redazione.

Alcuni dati relativi al Concorso Internazionale di Poesia Haiku

organizzato ogni anno da Cascina Macondo

 

 

anno                            haijin partecipanti                            numero di Haiku inviati

 

2003                            138                                                      450

 

2004                            300                                                      904

 

2005                            350                                                      1.026

 

2006                            500                                                      1.500

 

2007                            560                                                      1.678

 

 

Le attività di Cascina Macondo per promuovere e divulgare la poetica Haiku sono:

 

  • Concorso Internazionale di Poesia Haiku in lingua italiana
  • Concorso Internazionale di VideoHaiku
  • Laboratori in scuole e a Cascina Macondo (5.000 bambini ogni anno)
  • Newsletter “5-7-5” sull’haiku curata da Fabrizio Virgili con cadenza quindicinale (on line)
  • Pubblicazione di libri (antologia del concorso e altri)
  • Distribuzione di segnalibri e dépliant
  • Laboratori di ceramica a Cascina Macondo con produzione di ciotole RakuHaiku
  • Letture pubbliche
  • Sito web www.cascinamacondo.com, con articoli e saggi relativi alla poetica Haiku
  • Haiku stampati su bustine di zucchero per la distribuzione a bar, negozi e collezionisti
  • Haipomacò: cartoline inviate dagli haijin a Cascina Macondo con un Haiku
  • Web-TV

 

Nel 2006 gli Haiku vincitori del concorso e quelli segnalati sono stati anche stampati su 10 milioni di bustine di zucchero, che vengono distribuite ai bar e in molti altri esercizi pubblici, o ai collezionisti. E’ anche stata stampata un’antologia in italiano e inglese dal titolo “Oltre l’autunno”, che raccoglie gli Haiku vincitori e segnalati delle prime tre edizioni del concorso e il Manifesto della poesia Haiku in lingua italiana.

 

L’interesse per l’Haiku ha anche portato a promuoverne la conoscenza e la tecnica nelle scuole di ogni grado e anche in soggetti portatori di handicap, che hanno poi partecipato al concorso. La spontaneità e l’immediatezza dei bambini e dei portatori di handicap rende questi Haiku tra i migliori e i più belli dell’intero concorso.

In questo senso insegnare a comporre Haiku rappresenta una grande palestra di autoconoscenza e autocoscienza. Educa a guardare il mondo per quello che veramente è, e a fermarlo in soli tre versi. Costringe a uno svuotamento mentale, condizione essenziale perché si possano vedere le cose per quello che semplicemente sono. Scrivere Haiku educa a non interpretare il mondo, a non vestirlo dei propri significati. Educa ad abbandonare l’egocentrismo, mostra come praticabile la possibilità di abbandonare la grande chimera di essere al centro dell'universo. Spinge a osservare il mondo, a "vederlo" nella sua essenza, a riconciliarci con esso.

 

"Non seguire le orme degli antichi, ma quello che essi cercarono"

 

Basho (1644-1694)

 

 

Rakuhaiku è la traduzione di un Haiku in un manufatto di ceramica Raku. Anche la ceramica Raku è legata, come l’Haiku, al Giappone: questa tecnica, idonea a produrre vasellame ceramico, inizialmente utilizzato per la cerimonia del tè, trova le sue radici e le sue motivazioni nella cultura di questo Paese, quando esso fu influenzato e permeato dal buddismo e dalla filosofia Zen. La ciotola Rakuhaiku è il premio per i primi tre classificati al concorso indetto da Cascina Macondo; su di essa è inciso l’Haiku vincitore.

 

Wasnahaijin Oicimani   è un viaggio a piedi riservato agli scrittori di Haiku. Significa “il cibo sacro del poeta haijin” e si svolge una volta all’anno, nel periodo estivo, con una durata di 3 giorni. La prima edizione nel 2006 si è svolta nelle montagne piemontesi e ha visto il gruppo spostarsi a piedi lungo sentieri e mulattiere, tra torrenti e boschi, per raggiungere di volta in volta i diversi posti di pernottamento, fermandosi a scrivere haiku e haibun.

L’edizione 2007 si svolgerà in Toscana dal 12 al 15 luglio, nella zona in cui si è affermata la civiltà etrusca, ogni giorno si farà un diverso percorso, tornando però sempre allo stesso punto di pernottamento e dedicando il pomeriggio alla scrittura dell’haibun.

 

Shashaijin è un incontro di scrittori di Haiku o, meglio ancora, un incontro di scrittori di Haiku Bifronte, detti anche Gianuhaiku, è in sostanza un Haiku formato da una coppia di Haiku.

Il primo Haiku è detto Principale. È un Haiku classico, formato da tre versi rispettivamente di 5, 7, 5 sillabe. Il secondo Haiku,detto Frontale, è un Haiku sempre formato da tre versi, ma le sillabe possono non seguire più la regola classica. Caratteristica dell'Haiku Frontale è che è composto con le stesse lettere alfabetiche del Principale, sia come quantità che come qualità. In sostanza è un anagramma.

L’Haiku Frontale è legato al Principale. Ne è una conseguenza, può ampliarne o perfezionarne il significato, può essere in contrapposizione, può costituirne una sfumatura particolare, può contenere un ribaltamento anche sottilissimo. Uno è riflesso o specchio dell'altro. Vengono proposti sempre insieme formando appunto il genere specifico detto Haiku Bifronte.

HAIJIN è parola giapponese che significa "poeta", "scrittore di Haiku".

SHA è parola Dakota che significa "rosso". Ripetuta due volte significa dunque "rosso rosso".

Ma gli Indiani d'America, le tribù Dakota delle Grandi Pianure, per dire "molto bello" usavano dire SHA-SHA (rosso rosso).

Gli indiani d'America non c'entrano nulla con il Giappone. Ma quando abbiamo trovato la parola "Shashaijin", per definire gli incontri a Macondo di scrittori di Haiku Bifronte, abbiamo pensato semplicemente che siamo grandi appassionati di Haiku e di Indiani d'America, e i due termini, pur appartenenti a culture così diverse, potevano benissimo coesistere per definire un gioco nuovo. In fondo amiamo le contaminazioni. Quelle forti, profonde, quelle che ci fanno cambiare davvero, che travalicano i confini geografici e uniscono gli uomini, tutto qui.

 

Sul sito (www.cascinamacondo.com), nella sezione Haiku, è comunque possibile avere maggiori informazioni su quanto è stato fin qui descritto, oltre a numerosi articoli e newsletter.
Autore: Pietro Tartamella, Antonella Filippi, Annette Seimer

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