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Intervento di Cascina Macondo alla conferenza Haiku - Vadstena (italiano)
25/07/2007

  CONFERENZA EUROPEA HAIKU

VADSTENA - SVEZIA  -  8-9 GIUGNO 2007

 

 

HAIKU:  POESIA TRASVERSALE

intervento di Cascina Macondo - Italia

Pietro Tartamella

 

Alcuni anni fa in Italia i nostri telegiornali diedero una notizia: un Comitato a Napoli si  batteva per  il riconoscimento del “Marchio di Origine” della Pizza Napoletana. Il Comitato sosteneva che solo una ricetta fatta con una serie di ingredienti specifici doveva essere considerata come la VERA RICETTA della  PIZZA NAPOLETANA.  A seguito di battaglie legali e ricorsi giuridici il Comitato Napoletano  riuscì infine ad affermare il suo punto di vista. Allora ci siamo chiesti: se i giapponesi facessero la stessa cosa con l´Haiku? Se volessero rivendicarne la paternità dettando le regole e gli specifici ingredienti dell’haiku? Beh, noi crediamo che vincerebbero la battaglia, come i napoletani hanno vinto la loro con la pizza. Allora tutte le diatribe e le questioni nel mondo occidentale relative al Kigo, alle 5-7-5 sillabe, al verso libero, cadrebbero di colpo e non avrebbero più senso. 

 

Cambio di rotta

Cascina Macondo sosteneva in passato l’idea che occorreva liberare l’Haiku dalle catene troppo strette delle diciassette sillabe e della stagione. Componevamo haiku con versi liberi, senza l’obbligo del riferimento alla stagione. Grazie a quella notizia data dai telegiornali sulla pizza napoletana abbiamo rivisto le nostre posizioni che ci hanno condotto a stilare un “Manifesto della Poesia Haiku in Lingua Italiana” definendo nella maniera più semplice e più chiara possibile una terminologia funzionale, anche se non sempre si rifà ai canoni tradizionali. La necessità di stilare un Manifesto è nata anche dai problemi tecnici che comporta l’organizzazione di un Concorso Internazionale di Poesia Haiku in Lingua Italiana come il nostro, giunto quest’anno alla sua quinta edizione  conclusasi pochi giorni fa il 31 maggio. Abbiamo dunque scelto da alcuni anni di seguire la via tradizionale accettando il limite dei tre versi scanditi con 5-7-5 sillabe. In verità con qualche deroga rispetto alle sillabe, ma solo entro i limiti che i fenomeni metrici della sillabificazione consentono. 

Questa scelta ci ha spinto a studiare e approfondire la sillabificazione e i fenomeni metrici sino a stilare un “Manifesto della sillabificazione italiana per la composizione di Haiku” che amplia e rende più elastiche le possibilità dell´haiku.

 

Un nome per ogni cosa

- HAIKU    componimento di tre versi di 5-7-5 sillabe che contiene il Kigo, o il Piccolo Kigo.

- SENRYU  poesia di tre versi di 5-7-5 sillabe che NON contiene il Kigo o il Piccolo Kigo.

- HAIKAI   componimento di 5-7-5 sillabe che può o non può contenere il Kigo, la cui 

                caratteristica è quella di avere una connotazione decisamente umoristica, comica, 

                demenziale.

- HAIGA    componimento di tre versi di 5-7-5 sillabe (che può essere un Haiku, un Senryu,  

                un Haikai, un Haisan) abbinato ad una immagine fotografica, filmica, grafica, 

                multimediale…

 

- HAISAN  componimento di tre versi con quantità libera di sillabe, che contiene il Kigo, che

                può essere lirico, drammatico, comico, surreale. Con il termine specifico 

                HAISAN abbiamo voluto dare maggiore dignità a quei componimenti e a quegli 

                autori che hanno scelto la strada dei tre versi liberi. Componimenti che

                genericamente vengono tuttora definiti  pseudo-haiku”, “haiku impropri” , 

                “falsi haiku” e altre simili locuzioni.

 

 

Grande ciclo e piccolo ciclo

Un concetto nuovo che abbiamo introdotto, non contemplato dalla tradizione, è il concetto di PICCOLO KIGO, ovvero un elemento che fa riferimento ad una parte del giorno. Seguendo e approfondendo il concetto del “qui e ora”, (Basho e i poeti classici lo ritenevano fondamentale),  ci è sembrato pertinente il parallelo del grande ciclo delle stagioni che si ripetono, con il ciclo più piccolo del giorno e della notte che incessantemente si ripetono. 

Nel nostro Manifesto sosteniamo che una parte del giorno menzionata in un haiku                  (PICCOLO KIGO)  fa diventare il componimento un Haiku perfetto, come se ci fosse il Kigo.

 

 

Divisione in sillabe

Alcuni ci dicono: “Voi di Cascina Macondo avete un modo di dividere le sillabe troppo complicato”. È un’osservazione sciocca. La divisione in sillabe è la stessa che  tutti abbiamo imparato a scuola, e che tutti dovrebbero conoscere. Ma in Italia normalmente la gente conosce solo la sillabificazione grammaticale, quella appunto che si impara a scuola.

Nel nostro Manifesto esploriamo la sillabificazione metrica concludendo che lo scrittore di haiku ha la libertà di scegliere, secondo l’occorrenza, la divisione grammaticale o quella metrica, vedendo così notevolmente aumentate le possibilità di giostrare con le parole, pur rimanendo nel rispetto della tradizione delle 5-7-5 sillabe. Non deve stupirci se in italiano incontriamo un verso di  10-11 sillabe (conteggio grammaticale) che si riducono a 7 sillabe canoniche, se utilizziamo il conteggio metrico.

Molti giudicano comunque la nostra scelta ancora eccessivamente “tradizionalista”. È vero, abbiamo scelto di essere tradizionali nel praticare con precisione la struttura formale dell’haiku, ma questo non ci impedisce, all’interno di questa scelta apparentemente restrittiva, di essere “trasgressivi”, tanto quanto coloro che hanno scelto la via del verso libero. Riteniamo infatti che l’introduzione del Piccolo Kigo sia una scelta molto trasgressiva che rompe con la tradizione, pur restando nella tradizione.

 

 

HAIKU, POESIA TRASVERSALE – handicap – bambini – letterati

Cascina Macondo insegna da molti anni la poesia Haiku ai bambini delle scuole elementari, medie,  superiori, e ai ragazzi con disabilità ed handicap. Una esperienza che ci spinge a ritenere che il componimento Haiku è l’unico tipo di poesia veramente “trasversale”.

Per  trasversale  intendiamo che può essere composto veramente da tutti, senza distinzione di razza, colore, lingua, religione, cultura, titolo di studio, professione, età. Non serve aver studiato per scrivere haiku bellissimi. Serve solo aver capito l´haiku. Contadini, operai, laureati, casalinghe, bambini, disabili, rispetto all’haiku possono davvero essere sullo stesso piano.  La nostra esperienza con le scuole, con i bambini, con l´handicap ce lo  dimostra.

Non solo: haiku bellissimi possono essere scritti anche per caso, come ci dimostra l’ haiku tombolato, composto estraendo a caso da una gran quantità di versi i tre versi di un haiku.

 

 

La poesia esiste già

Condividiamo il pensiero di Jan Skachel quando dice: “la poesia esiste già, essa giace nascosta da qualche parte da tempo immemorabile; il poeta non crea e non inventa nulla, egli semplicemente scopre la poesia e la porta alla luce”.  I bambini, l’handicap, l’haiku tombolato, il cut-up, sembrano dimostrarci questa verità che un po’,  un po’ in verità, ci spaventa, poiché può mettere in crisi la nostra identità di “autori”. Ecco alcuni haiku di bambini, e di ragazzi con handicap, composti nei nostri laboratori di poesia haiku e affabulazione:

 

Ha il cappello

un pupazzo di neve.

Gocciola il naso.

 

wearing his hat

a snowman-

dripping nose

 

Marcello (7 anni)

belli i fiori

di papà in giardino

il mio haiku

 

beautiful

dad’s flowers in the garden

may haiku

 

Emilian Ratis (7 anni)

 

cibo nascosto

nell’armadio del pane

formiche nere

 

hidden food

in the kneading trough

black ants

 

Rafis Raham (8 anni)

 

salta la rana

dalla foglia all’acqua

fiori che sbocciano

 

frog leaping

from leave to water

blooming flowers

 

Carmela Dragotta

Area Handicap

Torino - Italia

 

emozionata

spegnere la candela

e il cielo azzurro

moved

putting off the candle

and the blue sky

 

Germana Gottero

Area Handicap

Torino – Italia

 

Due parole per questo ultimo haiku. Per coglierne i molti significati occorre scandirlo con pause diverse.  Se lo leggiamo:

 

moved                             (pause)

putting off the candle     (l o n g   p a u s e)

and the blue sky

 

Significa che l’autrice, in una qualche occasione di festa (probabilmente un compleanno) è emozionata mentre spegne la candela. Uno suo sguardo va al cielo, e semplicemente si rende conto di quanto azzurro e vivo è quel cielo.

Ma se lo leggiamo con un altro ritmo:

 

moved                             (little pause)

putting off the candle     (not any   p a u s e)

and the blue sky

 

Significa che l´autrice è emozionata mentre spegne la candela e il cielo azzurro. Cioè spegne la candela e spegne anche, contemporaneamente, il cielo azzurro.

La domanda è: come si fa a spegnere un cielo azzurro mentre si spegne una candela con cui sto festeggiando  il mio compleanno? C’è un solo modo sensato per spegnere un cielo azzurro in questa circostanza. Chiudere gli occhi per l’emozione! Con gli occhi chiusi per l’ emozione il cielo azzurro, per un attimo, scompare! Come se per un attimo lo avessi spento!

Un buon haiku, come sostiene Hans-Peter Kraus, comincia dopo che il lettore ha finito di leggere i suoi tre versi che lo compongono.

Autore: Pietro Tartamella

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